<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><rss xmlns:atom='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' version='2.0'><channel><atom:id>tag:blogger.com,1999:blog-13511876</atom:id><lastBuildDate>Thu, 03 Dec 2009 13:19:56 +0000</lastBuildDate><title>Marco minimal blog</title><description></description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/</link><managingEditor>noreply@blogger.com (marco)</managingEditor><generator>Blogger</generator><openSearch:totalResults>92</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>25</openSearch:itemsPerPage><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-2878700642401756731</guid><pubDate>Fri, 27 Nov 2009 13:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-27T15:36:24.133+01:00</atom:updated><title>Il sole</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_jmo54IAI/AAAAAAAAAHI/pCBJtqDHhNE/s1600/Earth4.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408791930449960962" style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 214px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_jmo54IAI/AAAAAAAAAHI/pCBJtqDHhNE/s320/Earth4.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_jdUvfmzI/AAAAAAAAAHA/ANWb8r7vwoY/s1600/171927main_heliolayers_lg.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408791770418879282" style="WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_jdUvfmzI/AAAAAAAAAHA/ANWb8r7vwoY/s320/171927main_heliolayers_lg.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_jJt89f3I/AAAAAAAAAG4/micoOcy_CxA/s1600/ugar19.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408791433588866930" style="WIDTH: 185px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_jJt89f3I/AAAAAAAAAG4/micoOcy_CxA/s320/ugar19.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_i59-GnGI/AAAAAAAAAGw/6gg9oKCbGiA/s1600/0909-arts-049.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5408791163010718818" style="WIDTH: 223px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_i59-GnGI/AAAAAAAAAGw/6gg9oKCbGiA/s320/0909-arts-049.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_ikOKBiPI/AAAAAAAAAGo/6sPCSkZaZH0/s1600/0909-arts-049.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Lezione di psicanalisi. No, niente domande, testo libero. Ditemi l’immagine più spaventosa che possiate immaginare.&lt;/span&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_ikOKBiPI/AAAAAAAAAGo/6sPCSkZaZH0/s1600/0909-arts-049.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_ikOKBiPI/AAAAAAAAAGo/6sPCSkZaZH0/s1600/0909-arts-049.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il sole.&lt;br /&gt;Il sole brucia, se te lo mangi.&lt;br /&gt;Il sole nelle immagini antiche ha gli occhi, ma ha l’espressione indifferente. Lo si dipinge in giallo, ma non lo è. È enorme, e potente. Da lui dipende la vita sulla terra. Ho paura di lui.&lt;br /&gt;Quattro lettere, in inglese e in francese tre. Concetto base, tributo ovvio alla nostra dipendenza.&lt;br /&gt;Non puoi guardare il sole, o rimani cieco.&lt;br /&gt;Insolazione. Si può anche morire.&lt;br /&gt;È una palla di fuoco, le bestie hanno paura del fuoco, e se mi cadesse addosso un suo pezzo microscopico?&lt;br /&gt;Semele chiese a Giove di mostrarsi a lei in tutta la sua potenza, e Giove la incenerì con il suo fulgore.&lt;br /&gt;Al sole si dovrebbe stare tranquilli, ma la tigre al sole è micidiale.&lt;br /&gt;Il sole è depressivo.&lt;br /&gt;Il sole bambino, paffuto… odio il sole! Il Sole. La vittoria, l’elemento maschile (ma perché?), la forza. Come se non ci fossero già troppe icone.&lt;br /&gt;Corpo celeste incandescente, pericoloso.&lt;br /&gt;Ustioni.&lt;br /&gt;Orribile sole, sole nero, sole malato, sole radioattivo.&lt;br /&gt;Il mondo sta tranquillo finché c’è il sole, i bambini giocano al sole. Il sole su un prato, magari tangente e inclinato fa brillare i verdi e i gialli. Ma io sono stato abbandonato al sole.&lt;br /&gt;Ragazzi qui si va fuori tema.&lt;br /&gt;Ditemi l’immagine più spaventosa che vi viene in mente.&lt;br /&gt;Il sole!&lt;br /&gt;Al sole associo un colpo di gong assordante. Sì, assordante, come lui è accecante e bollente, anche il suono mi uccide.&lt;br /&gt;Sogno un sole enorme, che copre tutto l’orizzonte. Di notte la terra si è avvicinata troppo, e ora non si sa più dove guardare, il sole è dappertutto.&lt;br /&gt;Icaro e le ali di cera.&lt;br /&gt;Lucifero che cade dal sole verso la terra nera, e poi giù, a sassata.&lt;br /&gt;Maledetti dal sole. Quanti ce ne sono?&lt;br /&gt;Il sole è misterioso come tutto il resto, ma è tutto nascosto nella sua faccia chiara. Non ha lati oscuri fuori di sé. È un oggetto macabro ma luminoso, dunque subdolo.&lt;br /&gt;Normale avere paura del sole.&lt;br /&gt;La luce del sole non cambia i lineamenti del diavolo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-2878700642401756731?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2009/11/il-sole.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sw_jmo54IAI/AAAAAAAAAHI/pCBJtqDHhNE/s72-c/Earth4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-5064929350974703345</guid><pubDate>Wed, 18 Nov 2009 13:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-11-18T15:06:11.301+01:00</atom:updated><title>Never For Ever</title><description>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SwP_JeA8dpI/AAAAAAAAAGg/oKUljpnPhSg/s1600/Wallet+Baby+Pic+Large.gif"&gt;&lt;img style="cursor: pointer; width: 318px; height: 400px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SwP_JeA8dpI/AAAAAAAAAGg/oKUljpnPhSg/s400/Wallet+Baby+Pic+Large.gif" alt="" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405444515915658898" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;Mai e per sempre, due categorie infantili subito smorzate dalla neomediocrità (quella dell'ergonomia, della pseudo-maturità, del progressismo-puah, della nuova società), a volte tornano nei cervelli sensibili.&lt;br /&gt;Perché, nonostante da sempre tutti ci costringano a pensare che la verità sta nel mezzo ecc. ecc., mai e per sempre sono invece due categorie concretissime seppur estreme.&lt;br /&gt;La termodinamica li esclude quasi sempre, ma nella vita (che è altro, benché possa essere spiegata dalla termodinamica nei suoi tratti decisivi) esistono.&lt;br /&gt;Che importa se poi l'obiettività deve metterci per forza un 'quasi' davanti. Domani cambieranno anche gli avverbi, sicuramente; questo universo sta irrancidendo, man mano che invecchia. Ma il messaggio resta: mai e per sempre esistono.&lt;br /&gt;Si diceva però che sono categorie 'infantili' (combini tanti guai, non smetti proprio mai - canto sempre una canzone - C. D'Avena), e questa è una semplificazione. Non deve fuorviare la presenza del nuovo nel discorso. I bambini infatti, che del nuovo sono l'incarnazione più evidente, non sono mai tanto innocenti da assurgere a indicatori di processo. Non possono essere depositari della fiducia cieca nel mai e per sempre. I bambini, e che Mediaset non se la prenda, sono mostruose deiezioni consapevoli di adulti ipocriti, e il loro uso di mai e per sempre è solo un riflesso furbastro. I bambini non ci credono davvero a mai e per sempre. Sono gli adulti che si vergognano ad ammettere che ci credono (ma perché, se esistono?), dunque lo fanno dire alla D'Avena per i loro pargoli ottusi.&lt;br /&gt;Adulti, basta con le disonestà: recuperate l'innocenza, e anziché generare figli orribili per aggiornare un corredo genetico difettato, aggiornate il vocabolario, e magari anche l'arredamento, l'abbigliamento, il parco macchine o i cellulari. Così la vostra ansia di infettare farà danno solo nel vostro salotto o nelle vostre tasche.&lt;br /&gt;Voi non usate mai e per sempre per paura di invecchiare. Ma non temete, il vecchio sceglie bene i giovani da rovinare. Voi non siete sue vittime: sarete sempre giovani o giovanili senza dover necessariamente rinnovare la specie.&lt;br /&gt;Già, lo sarete sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;span style=";font-family:Verdana;font-size:100%;"  &gt;Picture me and then you start watching,&lt;br /&gt;Watching forever, forever,&lt;br /&gt;Watching love grow, forever,&lt;br /&gt;Letting me know, forever.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-style: italic;"&gt;New Order, Ceremony - 1981&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-5064929350974703345?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2009/11/never-for-ever.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SwP_JeA8dpI/AAAAAAAAAGg/oKUljpnPhSg/s72-c/Wallet+Baby+Pic+Large.gif' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-8304418765751575321</guid><pubDate>Wed, 22 Jul 2009 12:45:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-22T15:51:57.476+02:00</atom:updated><title>Estate</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SmcK3OIhP0I/AAAAAAAAAGQ/S5mY_ZEXw30/s1600-h/dreaming_1.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5361265825210777410" style="WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SmcK3OIhP0I/AAAAAAAAAGQ/S5mY_ZEXw30/s400/dreaming_1.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;il granchio muove i lati infiniti&lt;br /&gt;della sfera del mare&lt;br /&gt;e posandosi su una roccia&lt;br /&gt;perché io lo veda&lt;br /&gt;mi coinvolge in un dramma&lt;br /&gt;a tinte blande&lt;br /&gt;come di chi vuole innamorare un passante&lt;br /&gt;prima di imbarcarsi per sempre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;il profilo di lui che scompare&lt;br /&gt;è di imperscrutabile speranza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-8304418765751575321?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2009/07/estate.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SmcK3OIhP0I/AAAAAAAAAGQ/S5mY_ZEXw30/s72-c/dreaming_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-3365425583598225011</guid><pubDate>Wed, 01 Jul 2009 11:13:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-07-01T13:21:54.518+02:00</atom:updated><title>Macello</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SktFF8_y0RI/AAAAAAAAAGI/dtpcL14-u9E/s1600-h/6a00d83451fc1769e200e54f4e48f78833-500wi.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5353448550635327762" style="WIDTH: 377px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SktFF8_y0RI/AAAAAAAAAGI/dtpcL14-u9E/s400/6a00d83451fc1769e200e54f4e48f78833-500wi.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Un segreto riempie le tempie pelose&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;di una giovane manza&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;e gli occhi infantili lo custodiscono&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;con qualche lacrima,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;una piega rugosa nel suo sorriso&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;prima di morire&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;ed è l'unica a non riempire di suoni&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;lo spazio della morte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Mi vede (segno il sesso sulla tabella)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;e confermo complice il messaggio.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Caricata l'arma&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;il boia dalle orbite verdastre&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;gli sorride (giaccio tra pezzetti di grasso)&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;spara.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;I segreti si ricompongono&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;nella estraneità della morte.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;~~~~~~~~~~~~~~&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Una vitella stupita d'esser viva&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;guarda noi che la ignoriamo,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;decine di sorelle appese si pavoneggiano,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;si sente sola e brutta a respirare&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;ma non ci sono più paranchi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;e le celle frigorifere sono colme,&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;rotea intorno lo sguardo suo più dolce&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;se è pausa o tregua nessuno raccoglie&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;si gonfia, lancia un grido e scivola sul sangue&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;piove plasma per un poco e finalmente&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;si libera un paranco.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Ivano Ferrari, 2004&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-3365425583598225011?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2009/07/macello.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SktFF8_y0RI/AAAAAAAAAGI/dtpcL14-u9E/s72-c/6a00d83451fc1769e200e54f4e48f78833-500wi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-623174381508513209</guid><pubDate>Thu, 05 Mar 2009 14:56:00 +0000</pubDate><atom:updated>2009-03-05T16:01:16.808+01:00</atom:updated><title>Pensieri in cantina</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sa_oxDFYdsI/AAAAAAAAAGA/kxlFwLUQM4w/s1600-h/Ghosty-Girl-_2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5309718415032219330" style="WIDTH: 242px; CURSOR: hand; HEIGHT: 400px" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sa_oxDFYdsI/AAAAAAAAAGA/kxlFwLUQM4w/s400/Ghosty-Girl-_2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La palla, attraverso una finestra rotta, cadde nel corridoio di uno scantinato.&lt;br /&gt;Una ragazzina, la figlia quattordicenne della portinaia, la raggiunse zoppicando. Il tram le aveva portato via una gamba, poverina, e lei era contenta quando poteva andare a raccogliere la palla per gli altri.&lt;br /&gt;Nello scantinato regnava una semioscurità, lei tuttavia si accorse che in un angolo qualcosa si muoveva.&lt;br /&gt;“Micetto!” disse la figlia dei portinai che aveva una gamba di legno. “Come sei capitato qui, micettino?”.&lt;br /&gt;Raccolse la palla e, come poté, si allontanò veloce.&lt;br /&gt;Il vecchio sorcio, brutto e puzzolente – lui che era stato scambiato per un micino – rimase interdetto.&lt;br /&gt;Nessuno gli aveva mai parlato in quel modo.&lt;br /&gt;Prima di allora l’avevano sempre disprezzato, gli gettavano addosso del carbone oppure scappavano via spaventati.&lt;br /&gt;In quel momento e per la prima volta gli venne di pensare a come sarebbe stato tutto diverso se il destino l’avesse fatto nascere gatto.&lt;br /&gt;Anzi dato che siamo degli inguaribili scontenti – continuò a procedere nelle sue fantasticherie. E se fosse nato figlia della portinaia con una gamba di legno?&lt;br /&gt;Ma quella era ormai una cosa troppo bella. Non riusciva neanche a immaginarsela.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;br /&gt;István Örkény, 1968&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-623174381508513209?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2009/03/pensieri-in-cantina.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Sa_oxDFYdsI/AAAAAAAAAGA/kxlFwLUQM4w/s72-c/Ghosty-Girl-_2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-5702820815054240790</guid><pubDate>Mon, 22 Dec 2008 15:17:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-12-23T10:35:34.152+01:00</atom:updated><title>Aristosseno</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SU-v0x2DD2I/AAAAAAAAAFo/KvtTZZtXSoc/s1600-h/Aristosseno.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5282634209196969826" style="WIDTH: 66px; CURSOR: hand; HEIGHT: 155px" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SU-v0x2DD2I/AAAAAAAAAFo/KvtTZZtXSoc/s400/Aristosseno.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ei diceva che vano è il pensare le realtà musicali in termini di grandezze misurabili e fuorviante è il normalizzarsi unicamente sulla estensione degli intervalli; occorre invece rimettersi al giudizio dell'orecchio e teorizzare solo ciò che si percepisce; da qui il concetto di somiglianza e di non somiglianza che spodesta quello di eguale e diseguale.&lt;br /&gt;La colorizzazione, l’iridata purezza delle forze basilari della natura (le onde), come primordio dell’astrazione percettiva che strugge.&lt;br /&gt;Come può la musica scalfire l’inconscio e, attraverso l’uomo, farsi motore? Come può un suono farsi fonte di energia?&lt;br /&gt;E, per estensione, come può un’emozione farsi forza (un’entità cioè in grado di impartire un’accelerazione ad una massa)?&lt;br /&gt;Perché un quadro astratto può far febbricitare, perché un film può cambiare il disordine molecolare di chi sperimenta?&lt;br /&gt;Andando fino in fondo… se credo che un’emozione possa generare un lavoro (inteso come forza per spostamento), perché non credo in Dio, che rappresenta l’implicito volo dall’idea alla materia?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-5702820815054240790?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2008/12/aristosseno.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SU-v0x2DD2I/AAAAAAAAAFo/KvtTZZtXSoc/s72-c/Aristosseno.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-3675049227425726916</guid><pubDate>Mon, 10 Nov 2008 16:22:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-11-10T17:29:40.111+01:00</atom:updated><title>Finale per un racconto fantastico</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SRhhZEqYBjI/AAAAAAAAAEE/AgQ9oAivrro/s1600-h/the_gloaming.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5267066847585895986" style="WIDTH: 400px; CURSOR: hand; HEIGHT: 315px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SRhhZEqYBjI/AAAAAAAAAEE/AgQ9oAivrro/s400/the_gloaming.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;– Che strano! – disse la ragazza avanzando cautamente. – Che porta pesante! – Così dicendo la toccò, e si chiuse improvvisamente, con un tonfo..&lt;br /&gt;– Mio Dio! – disse l’uomo. – Mi sembra che all’interno sia priva di serratura. Ci ha chiusi dentro tutti e due!&lt;br /&gt;– Tutti e due no. Uno solo, – disse la ragazza.&lt;br /&gt;Passò attraverso la porta e scomparve.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;I.A. Ireland&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-3675049227425726916?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2008/11/finale-per-un-racconto-fantastico.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SRhhZEqYBjI/AAAAAAAAAEE/AgQ9oAivrro/s72-c/the_gloaming.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>2</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-3337447395792883065</guid><pubDate>Thu, 18 Sep 2008 12:03:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-18T14:22:04.529+02:00</atom:updated><title>Il lungo domani</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SNJDysKU9OI/AAAAAAAAADs/bxtzRYA2p2A/s1600-h/5longmorrow.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5247331053967045858" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SNJDysKU9OI/AAAAAAAAADs/bxtzRYA2p2A/s400/5longmorrow.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;È il 1988. Un’astronave parte da Cape Canaveral. A bordo c’è Doug, un astronauta americano che è stato ingaggiato per una spedizione su un sistema stellare simile a quello solare. La sua missione è scoprire se c’è vita sul pianeta di quel sistema che più somiglia alla terra. La distanza è di 141 anni luce, dunque Doug trascorrerà 40 anni nello spazio, da solo. Sarà tuttavia conservato in “animazione sospesa”, sì che tornerà sulla terra dopo 40 anni, ma sarà invecchiato solo di qualche settimana.&lt;br /&gt;Un mese prima della partenza si innamora, ricambiato, di Sandy, una giovane ricercatrice della NASA. Lo sbocciare del loro amore è già legato a un senso di perdita, e si compie con incosciente pienezza, dal primo incontro fino al momento della partenza. ‘Ti aspetterò, Doug… anche se sarò una vecchia con lo scialle e tu sarai ancora giovane’.&lt;br /&gt;Questa la trama di “The Long Morrow”, ep.135 della stagione 5 del telefilm “The Twilight Zone” (Ai Confini Della Realtà).&lt;br /&gt;Il finale, che non rivelo, porta a una riflessione sull’amore difficile, che a volte coincide con l’amore impossibile, e sull’imprevedibilità delle azioni umane perpetrate per contrastare un destino avverso.&lt;br /&gt;La sinossi di una relazione è sempre secondaria al modo di sentire la relazione stessa. Può trattarsi di un amore scomodo, illogico e ingiustificabile, ma fa bene ricordare che è sempre la percezione del nucleo originale delle cose a determinare l’agio inatteso, tra tanti ostacoli.&lt;br /&gt;Dunque Giulietta affronta il pugnale, Medea la colpa (anche il suo è un amore impossibile, quello di chi sceglie di essere odiato dalla persona amata) e noi percorriamo traiettorie forse più tenui, ma comunque simili nella tenacia.&lt;br /&gt;Ecco perché l’episodio commuove (e la cornice fantascientifica rende le cose ancora più vaghe e poetiche), e convince che “c’è amore un po’ per tutti e tutti quanti hanno un amore sulla cattiva strada”.&lt;br /&gt;Per amore si muore sempre, in senso figurato e no.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-size:85%;"&gt;1964&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-3337447395792883065?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2008/09/il-lungo-domani.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SNJDysKU9OI/AAAAAAAAADs/bxtzRYA2p2A/s72-c/5longmorrow.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-6488211003531039809</guid><pubDate>Wed, 17 Sep 2008 08:33:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-09-18T14:05:21.221+02:00</atom:updated><title>Le loup</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SNDBU0htVcI/AAAAAAAAADk/QTjIvVgajR4/s1600-h/loup.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5246906129328199106" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SNDBU0htVcI/AAAAAAAAADk/QTjIvVgajR4/s400/loup.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Non piangere sul latte versato&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;verrà di notte il lupo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;a leccarlo&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;perché il lupo è vago&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;delle cose perse&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;em&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Michele Mari, 2007&lt;/span&gt;&lt;/em&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-6488211003531039809?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2008/09/le-loup.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SNDBU0htVcI/AAAAAAAAADk/QTjIvVgajR4/s72-c/loup.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-1223816236876456219</guid><pubDate>Wed, 14 May 2008 06:39:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-14T11:03:00.494+02:00</atom:updated><title>First Utterance</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SCqlX6g76iI/AAAAAAAAADM/jivFEmWkDYQ/s1600-h/comus.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200150550015633954" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SCqlX6g76iI/AAAAAAAAADM/jivFEmWkDYQ/s400/comus.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il primo vagito dei Comus è un disco difficile da recensire. È del 1971, presenta una strumentazione acustica, un doppio canto molto chiaroscurato (voce maschile ruvida, voce femminile melodica), atmosfere gotiche venate di psichedelia. Cavalcate medievali (The Bite), ossessioni tribali (Diana, Song to Comus, The Prisoner), oscuri intermezzi (Bitten), immagini ossianiche (Drip Drip), sono contrappuntati da uno dei pezzi più belli del prog, una sorta di suite sospesa tra le follie sparse nel disco (The Herald).&lt;br /&gt;Sin dalla copertina, il gruppo si voca al caos e alla mostruosità come forma espressiva necessaria.&lt;br /&gt;I molti eccessi dell’opera sono volutamente raffreddati da arrangiamenti folk, e l’aria che si respira è sinceramente mistica, tale da spingere all’ascolto ripetuto, come un mistero che richiama a sé.&lt;br /&gt;Addentrandosi nel bosco, l’incauta Diana e gli ascoltatori entrano in contatto col dio Comus, trionfo del bacchico non epico, elogio panico dell’istinto contro l’imperfezione di chi riesce a fuggire (The Herald, gli araldi che si fermano prima del bosco, e che, come i sette messaggeri di Dino Buzzati, recano notizie di fantasmi). È difficile schierarsi tra la vittima e il carnefice, in questo caso.&lt;br /&gt;Scheda operativa: chi è posseduto da un demone deve cercare di fuggire? Nel think tank deve esserci per forza un posto per la catarsi? Come ci si può disintossicare dall'oscuro richiamo del male?&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-1223816236876456219?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2008/05/first-utterance.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SCqlX6g76iI/AAAAAAAAADM/jivFEmWkDYQ/s72-c/comus.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-8668768489378948481</guid><pubDate>Fri, 09 May 2008 15:15:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-05-14T11:01:23.675+02:00</atom:updated><title></title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SCqqUKg76kI/AAAAAAAAADc/8EwIq6OYfCg/s1600-h/Immag311capo2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5200155983149263426" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SCqqUKg76kI/AAAAAAAAADc/8EwIq6OYfCg/s400/Immag311capo2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Forse un mattino andando in un'aria di vetro,&lt;br /&gt;arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:&lt;br /&gt;il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro&lt;br /&gt;di me, con un terrore di ubriaco.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto&lt;br /&gt;alberi case colli per l'inganno consueto.&lt;br /&gt;Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto&lt;br /&gt;tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-8668768489378948481?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2008/05/forse-un-mattino-andando-in-unaria-di.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/SCqqUKg76kI/AAAAAAAAADc/8EwIq6OYfCg/s72-c/Immag311capo2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-4892141428827042777</guid><pubDate>Wed, 23 Jan 2008 22:52:00 +0000</pubDate><atom:updated>2008-01-24T00:14:41.753+01:00</atom:updated><title>Iluminacja</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/R5fJpIQSVoI/AAAAAAAAADE/lOAuJWQoGNY/s1600-h/kopf.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5158813606603806338" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/R5fJpIQSVoI/AAAAAAAAADE/lOAuJWQoGNY/s400/kopf.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Disperata società associazionista, ferente politica di acquegrasse, pubbliche istituzioni esiziali, odioso potere in mano alle mani, e dentro alle stanze il gesto zen di spegnere. Un utopico “per sempre”.&lt;br /&gt;L’angariato ricominciare, il crudele rimando ai sentimenti, che sono il facile rifugio di ogni peccato.&lt;br /&gt;Dolorifica mancanza di dignità, straziante mondanità.&lt;br /&gt;Per chi non è normale spegniamo una luce.&lt;br /&gt;Traffici trascendentali, eterne diatribe di muffe incallite e facce impagliate in movenze segnate.&lt;br /&gt;Spengo la luce al mondo con troppi soli e troppe sole.&lt;br /&gt;Il disumano passo delle religioni furbette, l’infinita povertà dei ricchi di spirito, e le bellurie di chi non si può permettere neppure una visione politica, ma vive lo stesso. Buona notte all’indulgenza e a chi ride perché ha capito come si vive a ridosso delle cose. Fino alla morte.&lt;br /&gt;L’eterno divenire, che poi non è eterno e non è divenire. La foresta delle ambizioni con le corde e le liane del bel pensiero e della produzione e le infinite uscite di sicurezza per tornare a casa. Lo sfascio della droga e di chi perde, e non risale. La scelta dell’immoralità.&lt;br /&gt;Spegniamo la luce all’obesità senza immondizia, alla cultura senza colore, alle giornate piene di aria da rinnovare. Al buio ritroviamo l’abbondanza, la sicurezza delle cose che percepiamo. Possiamo dirci uguali, se non altro a noi stessi. Ogni pezzo di corpo uguale, ogni vestito.&lt;br /&gt;La dignità torna ad essere commisurata a quello che siamo, e non a quello che è visibile. Riconoscersi unità nonostante le lacerazioni e i troncamenti. Nel buio la pacificazione delle menti.&lt;br /&gt;Il gravissimo peso delle colpe non lavate, il sacrificio perso per mani distratte, il sentimento mal riposto in altari spioventi e in persone sfuggenti. Il dolore puro nei movimenti e nella ruota degli occhi, apparente e profondissima. La malattia e l’ineluttabilità del pianto dei bambini. L’inesorabilità delle leggi di ogni natura.&lt;br /&gt;Spengo la luce al positivismo e alla ragione, perché nessuno ha ragione, e chiudo le imposte delle cose che non salvano, perché partorite nel travaglio della mente, e dunque corrotte.&lt;br /&gt;L'inevitabile caos dei contatti falsi, l’insoffribile falsità del concetto di anima, la moltitudine che si propaga. Queste luci moleste conviene spegnerle una volta per tutte, perché tutti ci si riconosca parte di un sistema misterioso e mortale, e perché alla fine qualcosa di buono ritorni, e non solo la pazzia e la sostanziale solitudine cui tutti naturalmente tendiamo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-4892141428827042777?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2008/01/iluminacja.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/R5fJpIQSVoI/AAAAAAAAADE/lOAuJWQoGNY/s72-c/kopf.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>9</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-8749990177018846637</guid><pubDate>Mon, 24 Dec 2007 22:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-12-24T23:43:44.327+01:00</atom:updated><title>Moonage Daydream</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/R3A1GABDVbI/AAAAAAAAAC0/DY9Jj5Hr7gc/s1600-h/south%20celestial%20pole.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5147672751284377010" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/R3A1GABDVbI/AAAAAAAAAC0/DY9Jj5Hr7gc/s400/south%2520celestial%2520pole.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Keep your electric eye on me babe&lt;br /&gt;Put your ray gun to my head&lt;br /&gt;Press your space face close to mine, love&lt;br /&gt;Freak out in a moonage daydream&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-8749990177018846637?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/12/moonage-daydream.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/R3A1GABDVbI/AAAAAAAAAC0/DY9Jj5Hr7gc/s72-c/south%2520celestial%2520pole.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-177894852901978259</guid><pubDate>Mon, 05 Nov 2007 19:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-11-05T20:05:37.550+01:00</atom:updated><title>A digiuno sull'erba</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Ry9pEJ4WZZI/AAAAAAAAACs/ist_VtBLJ7g/s1600-h/dejeuner.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5129434020690945426" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Ry9pEJ4WZZI/AAAAAAAAACs/ist_VtBLJ7g/s400/dejeuner.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;pensavo che tu stessi indugiando&lt;br /&gt;sulle meraviglie del giardino&lt;br /&gt;e invece parlavi con qualcuno&lt;br /&gt;di qualcosa di molto moderno&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-177894852901978259?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/11/digiuno-sullerba.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Ry9pEJ4WZZI/AAAAAAAAACs/ist_VtBLJ7g/s72-c/dejeuner.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-6865986246410586788</guid><pubDate>Thu, 18 Oct 2007 19:41:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-10-18T21:55:26.934+02:00</atom:updated><title>Omaggio sgraziato a Dino Buzzati</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Rxe5GGmr6GI/AAAAAAAAACM/_G2sZ1LuPlM/s1600-h/mother2.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5122766615660456034" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Rxe5GGmr6GI/AAAAAAAAACM/_G2sZ1LuPlM/s320/mother2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Rxe4H2mr6EI/AAAAAAAAAB8/0Z9JoZShiLQ/s1600-h/mother2.jpg"&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;SORPRESA!!!&lt;br /&gt;Non ci credo a te! Polla baffona! Da dove sei uscita?&lt;br /&gt;DALLA NUBE DELL’INFANZIA! TU ORA DEVI AVERE PAURA…&lt;br /&gt;Io non ho più paura di te, da un pezzo.&lt;br /&gt;UAHAHAHAHAHAHAAAA!!!&lt;br /&gt;Cambia strategia, faccia di culo! Mi fanno paura altre cose adesso.&lt;br /&gt;QUANDO ERI PICCOLO TEMEVI CHE LE PERSONE INTORNO A TE POTESSERO TRASFORMARSI IN ORRIDI ESSERI ASSETATI DI SANGUE… CHE IO FOSSI TUA MADRE IMPOSSESSATA!&lt;br /&gt;Senti, bella, le persone che conosco si sono quasi tutte trasformate in comunisti a pecora, beppe grilli, militari, spider pork, bastardi ovunque, liberali illuminati, tilacini estinti, collaborazionisti, lecchini, burini, babbuini e sderenati. Non è questo che mi fa paura… Nice try…&lt;br /&gt;ALLORA CHE NE DICI DEL MIO COLORITO VERDE? NON È NORMALE, AMMETTILO…&lt;br /&gt;Mi fa paura la dipendenza, la fitta rete di fili che legano le COSE alle cose e alle persone e le PERSONE alle cose e alle persone. Entrare in questa rete è quasi irreversibile, per chi è in cerca di qualcosa. Tu, ad esempio, cosa cerchi? E da cosa dipendi? O da chi?&lt;br /&gt;IO SONO SOLA, E SO ESSERE CALDA.&lt;br /&gt;Puoi essere tutto e il contrario di tutto.&lt;br /&gt;CIOÈ NIENTE?&lt;br /&gt;No, il contrario di tutto non è “niente”. Lascia perdere…&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;IO VOGLIO ESSERE IL TUO INCUBO! TI DIVORERÒ!!&lt;br /&gt;La morte, l’orrore, la perdita del senno, non mi fanno paura. Vivo in un mondo governato da vermi schifosi ed arricciati, la società mi repelle, e non mi sono mai nemmanco drogato.&lt;br /&gt;La distruzione non mi tocca, forse perché è inscritta in ogni particella. La rovina non mi impressiona. Ho paura solo della dipendenza, quella sogno. Dal male, ma anche dal bene, allo stesso modo. Se credessi avrei paura di Dio così come del Diavolo.&lt;br /&gt;POSSO CONFESSARTI UNA COSA? IO CREDO IN DIO…&lt;br /&gt;Il tuo dramma è vecchio… (e con questo non voglio sciorinare né orinare diluvi di giudizi e pregiudizi). TU sei vecchia. Degli anni ’70, per la precisione…&lt;br /&gt;MI STAI FACENDO MALE…&lt;br /&gt;Tu invece mi fai bene: resta! Io devo liberarmi di te. Dunque resta sempre con me! Ti riesumo dal ricordo, ti elevo a compagna di viaggio, così sarai sempre presente, e dunque il tuo valore sarà eterno ma inestimabile, e dunque non relazionabile con anima viva, come la Pala di San Marco a Venezia. Fuori da ogni cosa. Vieni: ti richiamo dalla morte apparente a quella vera. Stai con me!&lt;br /&gt;COME POTREI RIFIUTARE? SONO QUI DAVANTI DA SEMPRE. COMINCIO A DIPENDERE DA TE.&lt;br /&gt;Dunque io e te siamo Dio e il Diavolo. Non l’uno e l’altro, ma insieme, nello stesso tempo, dentro di noi. È il nostro modo di non aver paura. Stringimi forte, solo i fantasmi dell’infanzia ci possono capire, e forse aiutare.&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-6865986246410586788?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/10/omaggio-sgraziato-dino-buzzati.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Rxe5GGmr6GI/AAAAAAAAACM/_G2sZ1LuPlM/s72-c/mother2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-7133936181266090218</guid><pubDate>Sun, 02 Sep 2007 08:00:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-09-02T00:51:11.869+02:00</atom:updated><title>Mezzo sonetto e versi sciolti per il tilacino</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RtnsOIcGYbI/AAAAAAAAABs/70BZS04QoBk/s1600-h/tilacino_small.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5105371380128833970" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RtnsOIcGYbI/AAAAAAAAABs/70BZS04QoBk/s400/tilacino_small.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;O tilacin similpelle zebrato&lt;br /&gt;prendo coscienza del tuo divenire,&lt;br /&gt;oltre che sfondo di quadro sfumato,&lt;br /&gt;simbolo atro del chiaro finire.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tilacino sedato in un’illustre immagine mortale,&lt;br /&gt;non il corvo nevermore,&lt;br /&gt;non l’upupa di Montale,&lt;br /&gt;non il sofisma di Sophomore&lt;br /&gt;o il furetto poco furbetto tuo pari nel paradiso reietto&lt;br /&gt;e nell’andiriandi del feretro eretto.&lt;br /&gt;Assurto a morte assurda e spiccata&lt;br /&gt;come l’odore ignoto del vello macondo&lt;br /&gt;quasi scorsoio e pietrificato,&lt;br /&gt;io ti classifico come una foglia d’autunno&lt;br /&gt;tra le cose tra me e te cadute.&lt;br /&gt;Quando, ammazzato un rivale,&lt;br /&gt;andasti a veder dalla rupe&lt;br /&gt;il rosso scolore sui contorni dei fili&lt;br /&gt;io avrei fermato il mondo proprio lì su di te.&lt;br /&gt;Invece vivo.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-7133936181266090218?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/09/mezzo-sonetto-e-versi-sciolti-per-il.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RtnsOIcGYbI/AAAAAAAAABs/70BZS04QoBk/s72-c/tilacino_small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-4973390755819127601</guid><pubDate>Wed, 04 Jul 2007 18:35:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-07-18T17:54:16.361+02:00</atom:updated><title>Il diavolo probabilmente</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RovoqOH74-I/AAAAAAAAABY/OQNwRB6mi0g/s1600-h/a3947.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5083412416461267938" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RovoqOH74-I/AAAAAAAAABY/OQNwRB6mi0g/s400/a3947.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Era il 1977. Robert Bresson usciva nelle sale con un film asciutto e lucido, agghiacciante e sublime.&lt;br /&gt;Un film sul disfacimento dei valori (e) dell’uomo.&lt;br /&gt;I personaggi sono tutti magri all’inverosimile (comprese le comparse), i loro volti sono statici e incerti, i loro umori e pensieri imperscrutabili. C’è una credibilità insana in questi personaggi strambi e selvatici, una gravissima leggerezza che tiene l’attenzione sospesa a oscillazioni.&lt;br /&gt;Il film ha pochi dialoghi, ma alcuni sono di un’inattesa fluidità, e lasciano affabulato lo spettatore.&lt;br /&gt;Gli squarci lirici sono solo due (!), il primo in una chiesa, con il protagonista e un suo amico tossico che, nel sacco a pelo, ascoltano da un giradischi l’”Ego dormio, et cor meum vigilat” di Monteverdi. Charles ha gli occhi spalancati, mentre il suo amico dorme.&lt;br /&gt;Il secondo momento viene a pochi attimi dalla fine, quando cioè Charles si avvia alla sua fine, e passando davanti a una finestra semiaperta, è per un attimo catturato da una triste musica al pianoforte che viene dall’apparecchio televisivo all’interno. Si ferma per un attimo, guarda dentro. Poi riprende il suo cammino di condannato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riporto dei dialoghi.&lt;br /&gt;Come si usa dire: ATTENZIONE!!! SPOILERS!!! Ho trascritto il finale del film (ma del resto lo si deduce dalla prima scena, che anticipa la fine. Il film è un unico lungo flashback, dunque non mi sento in colpa).&lt;br /&gt;-----------&lt;br /&gt;Sull’autobus pieno e silenzioso.&lt;br /&gt;Charles (dopo aver assistito a una lezione di ecologia, dove il relatore difendeva le centrali nucleari): “Stupendo! Per tranquillizzare la gente basta negare l’evidenza”.&lt;br /&gt;Michel: “Quale evidenza? Siamo in pieno soprannaturale. Niente è visibile”.&lt;br /&gt;Charles: “Tu sei incredibile”.&lt;br /&gt;Sale altra gente, in silenzio. Biglietti obliterati, mani che scorrono sui sostegni.&lt;br /&gt;Charles: “I governi hanno la vista corta”.&lt;br /&gt;Un tizio seduto un paio di file più avanti: “Non prendetevela con i governi. In tutto il mondo in questo momento nessuno e nessun governo può vantarsi di governare. Sono le masse a determinare gli eventi, delle forze oscure di cui è impossibile conoscere le leggi”&lt;br /&gt;Una passeggera: “La verità è che qualche cosa ci spinge contro quello che siamo”&lt;br /&gt;Il passeggero di fianco: “Bisogna starci, starci sempre. Sennò passi per quello che protesta sempre”&lt;br /&gt;Un passeggero più avanti: “Ma chi è allora che si diverte a farsi beffe dell’umanità?”&lt;br /&gt;Il passeggero di fianco: “Già, chi ci manovra sotto sotto?”&lt;br /&gt;Il tizio di prima: “Il diavolo, probabilmente”.&lt;br /&gt;Charles batte il gomito di Michel. L’autista si gira verso il tizio, lo guarda e frena di botto. Si sente un clangore. Scende e non torna più. Le macchine dietro suonano il clacson.&lt;br /&gt;---------&lt;br /&gt;Al colloquio dallo psicanalista (estratti). Charles (C) e lo Psicanalista (P).&lt;br /&gt;P = l’inazione non le procura un certo piacere?&lt;br /&gt;C = è il piacere della disperazione, evidentemente&lt;br /&gt;P = si sente colpevole?&lt;br /&gt;C = colpevole?&lt;br /&gt;P = verso se stesso&lt;br /&gt;C = colpevole senza esserlo. So di essere più intelligente degli altri, più lucido, e sono cosciente della mia superiorità. Ma se facessi qualcosa mi renderei utile, seppure in minima parte, a un mondo che mi fa schifo. Tradirei le mie idee, e questo mi farebbe solo sprofondare di più. Preferisco che non ci sia via d’uscita.&lt;br /&gt;P = niente più politica nella sua vita?&lt;br /&gt;C = il rifiuto di tutte le politiche&lt;br /&gt;…&lt;br /&gt;C = detesto la vita, ma detesto anche la morte. È una cosa orribile. Dottore, credo che non potrei mai fare quel gesto &lt;em&gt;(il suicidio)&lt;/em&gt;. L’idea che in quell’attimo cesserei di pensare, di vedere, di sentire&lt;br /&gt;P = ed è proprio per questo motivo che gli antichi romani chiedevano aiuto a uno schiavo, oppure a un amico&lt;br /&gt;----------------&lt;br /&gt;Nel cimitero di Pére Lachaise, di notte.&lt;br /&gt;Charles cammina davanti, Valentin lo segue, con la pistola che gli ha dato Charles.&lt;br /&gt;C = credevo che in un momento così grave avrei avuto dei pensieri sublimi… Vuoi sapere cosa penso?&lt;br /&gt;Valentin gli spara alla testa, poi spara ancora al corpo steso a terra. Prende dalla tasca del cadavere i soldi che Charles gli aveva promesso. Poi scappa via.&lt;br /&gt;Il film si chiude così, senza neppure la scritta “FINE”. Del resto, è implicita.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Robert Bresson, 1977&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-4973390755819127601?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/07/il-diavolo-probabilmente.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RovoqOH74-I/AAAAAAAAABY/OQNwRB6mi0g/s72-c/a3947.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-7342409709502654595</guid><pubDate>Wed, 20 Jun 2007 22:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-06-21T00:35:55.263+02:00</atom:updated><title>The Idiot</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RnmrLFv4-NI/AAAAAAAAABQ/z33D7TSOpjY/s1600-h/heroes-idiot.jpg"&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5078278261846898898" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RnmrLFv4-NI/AAAAAAAAABQ/z33D7TSOpjY/s400/heroes-idiot.jpg" border="0" /&gt;&lt;/span&gt;&lt;/a&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt; &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;“Heroes” di Bowie è un disco fulgido. Sidereo e senza sbavature, perfettamente collocato nel contesto che si creò appositamente (Berlino, 1977, capitale della neocultura &lt;em&gt;wave&lt;/em&gt;), con una mostruosa &lt;em&gt;self-awareness&lt;/em&gt; priva della minima ironia. Da qui la statura del mito, l’immortale immagine-patina legata alla plasticità di quella copertina in bianco e nero, al tessuto impenetrabile e raffinato degli arrangiamenti, alla voce “mimetizzata” e atona, alle cadenze marziali delle progressioni ritmiche, all’alternarsi vorticoso dei registri e dello spessore tra il lato A (Commercial side) e il lato B (Art side).&lt;br /&gt;Nello stesso anno uscì The idiot, che sin dalla copertina lasciava spazio a pochi dubbi sulla sua natura sporca e &lt;em&gt;understated&lt;/em&gt;. L’album, scritto da Bowie e Iggy Pop, si cala nel medesimo contesto ed è concepito come una sorta di rovescio della medaglia di “Heroes”. Ma il risultato è tremendamente superiore. Come fosse il miglior tentativo di una &lt;em&gt;imitation of life&lt;/em&gt; da parte di uno che si sta disintossicando da uno stato mentale più che da una sostanza, o il disperato canto di un cigno malato che vuole arrivare alla bellezza suprema, prima di rendersi conto che gli resta solo qualche minuto da vivere, il disco vive di momenti supremi e liricamente lancinanti e di affondi depressi e sgradevoli.&lt;br /&gt;Il patetico si sposa bene con il disco, che è rarefatto, funkeggiante, secco come pochi, dilatatissimo. Le tracce scorrono una dopo l’altra, e lasciano una scia ipnotizzante, tanto che a volte si ha l’impressione di trovarsi ancora al pezzo precedente.&lt;br /&gt;È straniante immaginare Pop che si apre a contenuti post-glam (&lt;em&gt;Dum&lt;/em&gt; &lt;em&gt;dum boys, Sister midnight, Funtime&lt;/em&gt; – quest’ultima presente nella colonna sonora di Miriam si sveglia a mezzanotte, delizioso horrorazzo kitsch diretto dal fratellino più semplice di Ridley Scott), lui che con i suoi Stooges rappresentava l’ipostasi più laida che l’idea di rock potesse mai generare. E infatti compare talvolta una traccia di sarcasmo nella voce assorta, che sporca la trama sonora e la riempie di buchi densi e caldi. Tutta questa sensualità genera all’ascolto un piacere irresistibile. Per un disco intenzionalmente bianco e nero questo è il traguardo più sorprendente, specie se raffrontato a “Heroes”.&lt;br /&gt;La perfezione è sfiorata inconsapevolmente in diverse tracce (&lt;em&gt;Nightclubbing&lt;/em&gt;, una delle canzoni più imitate, e soprattutto &lt;em&gt;China Girl&lt;/em&gt; e  &lt;em&gt;Mass Production&lt;/em&gt;) che, lungi dall’essere prolisse, lasciano un grumo di sensi appesi lì, a ristagnare, e appiccicarsi alle orecchie, come se suonassero da sempre e per sempre su quel piatto.&lt;br /&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;Iggy Pop e David Bowie, 1977&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-7342409709502654595?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/06/idiot.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RnmrLFv4-NI/AAAAAAAAABQ/z33D7TSOpjY/s72-c/heroes-idiot.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-5336404761683583785</guid><pubDate>Tue, 29 May 2007 23:01:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-05-30T01:17:43.941+02:00</atom:updated><title>My dark ages</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RlyxxRVh2CI/AAAAAAAAABA/Hu_MA_5zevY/s1600-h/goodbye_ver.bmp"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5070122740537743394" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RlyxxRVh2CI/AAAAAAAAABA/Hu_MA_5zevY/s400/goodbye_ver.bmp" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Non devo aspettarmi niente da questa maturità. Sono cresciuto scarno e avaro. Sembra tutto un preparativo ai saluti; tanto lunghi e inutili, non cambiano niente.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Il silenzio in realtà non è più dignitoso, è solo l'ennesima illusione.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ma è troppo tardi per riscattare la parola.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;A meno che nel saluto io rintracci una fine degna di tanta vanità.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-5336404761683583785?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/05/my-dark-ages.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RlyxxRVh2CI/AAAAAAAAABA/Hu_MA_5zevY/s72-c/goodbye_ver.bmp' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-2979699604249389117</guid><pubDate>Mon, 16 Apr 2007 11:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-04-16T13:41:15.109+02:00</atom:updated><title>Vucciria</title><description>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RiNe-pro_WI/AAAAAAAAAA4/srIZs_txnV4/s1600-h/guttuso-vucciria.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5053987637273623906" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RiNe-pro_WI/AAAAAAAAAA4/srIZs_txnV4/s400/guttuso-vucciria.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Vucciria, carni appese, natura morta, passaggi sghembi, angustie ripiene. La merce in mostra, al sole e alla luce artificiale si prostra, si marce. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;È una merceria &lt;em&gt;sans merci&lt;/em&gt;, e la dama passa con la sua nube di cose immaginate. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Si attribuisce al caos un ordine marziale, e la profferta venerea dei beni materiali incombe sul visus come un banco di attrazione.&lt;br /&gt;I colori violenti sono anneriti ai bordi dal tratto spesso e litografico. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La lezione dello scurore picassiano trova nelle forme slanciate ed acuminate l’esito più frontale, e la pienezza del campo visivo lascia nella mente un denso senso di sovrabbondanza, da stornare dove si vuole, nell’angoscia del possesso monadale o nell’irrequieta moltitudine dei flussi distratti.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;color:#000066;"&gt;a&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Renato Guttuso, 1974&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-2979699604249389117?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/04/vucciria-carni-appese-natura-morta.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RiNe-pro_WI/AAAAAAAAAA4/srIZs_txnV4/s72-c/guttuso-vucciria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>0</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-3141921447138201129</guid><pubDate>Thu, 08 Mar 2007 23:31:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-03-09T00:36:00.939+01:00</atom:updated><title>Voci lontane... sempre presenti</title><description>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RfCdO9op-VI/AAAAAAAAAAs/3duhgSTK1Uk/s1600-h/still.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5039700863416400210" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RfCdO9op-VI/AAAAAAAAAAs/3duhgSTK1Uk/s400/still.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Spesso capita la tentazione, da Leopardi in poi, di voler definire il remoto, il vago e l’infinito. Terence Davies sente questo richiamo sottile, e si concentra sulla transustanziazione della persistenza della memoria.&lt;br /&gt;La tesi è che un ricordo può essere presente, pur essendo distante nel tempo (ma che vuol dire in fondo? Nel tempo non c’è un lontano e un vicino; queste sono variabili diacroniche…).&lt;br /&gt;In altro (?) ambito, molti pittori sono e sono stati colpiti dalla tenacia visiva delle immagini e degli oggetti, constatando che certe visioni sono talmente icastiche da provocare vertigini sensoriali impossibili da contenere, le quali diventano automaticamente visioni obbligate, dal momento che si è proni ad ammettere le naturali dipendenze.&lt;br /&gt;Dunque un numero di immagini ha la speciale propensione a stamparsi nell’ipotetico &lt;em&gt;tableau &lt;/em&gt;mentale e a diventare d’un tratto coordinata, vita.&lt;br /&gt;Il regista punta sulle sinestesie per coinvolgere uno spettatore disponibile a lasciarsi vincere dai sensi, e per chi sta al gioco il tempo passa (appunto) di traverso, e non all’avanti o all’indietro.&lt;br /&gt;Il “poema di suoni” si snoda infatti nella completa assenza di un correlativo oggettivo, come se nessuna personificazione possa apparire lecita se non quella totale.&lt;br /&gt;Non solo &lt;em&gt;transfert&lt;/em&gt; nei personaggi, dunque, ma nei suoni stessi, negli ambienti, nei colori, nelle espressioni. Il processo risulta dunque lancinante, e lo spettatore si fa prendere dal senso di colpa quando non riconosce un suono, o non si cala in una suggestione.&lt;br /&gt;Eppure la dimensione panica, quella più intima, consente lo scorrere delle epifanie sul proprio immaginario e traccia un credibilissimo percorso personale che è nel contempo guida e approdo all’inconscia bellezza iscritta nel passato proprio e in quello altrui.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;Terence Davies, 1988&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-3141921447138201129?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/03/voci-lontane-sempre-presenti.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RfCdO9op-VI/AAAAAAAAAAs/3duhgSTK1Uk/s72-c/still.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-7451389817621076442</guid><pubDate>Tue, 30 Jan 2007 23:38:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-31T00:52:50.796+01:00</atom:updated><title>For absent friends</title><description>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Rb_ZqmoKysI/AAAAAAAAAAY/ZQTgk--fS4Q/s1600-h/493-princess-and-the-swans.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5025975035115522754" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Rb_ZqmoKysI/AAAAAAAAAAY/ZQTgk--fS4Q/s400/493-princess-and-the-swans.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Dove siete amici persi, che non sapete più nulla di me e di quello che sono ora.. &lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Com'era vero quando da piccolo pensavo ai cerchi e mi veniva la febbre: era una visione della ruota eterna e pesante, lenta nel suo cigolio&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;...meccanismo fatto di croci&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;coi suoi fantocci attaccati&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;che pendono dai suoi raggi&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;girano coi suoi ingranaggi...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt; &lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;E chissà cosa fate voi, e cosa siete diventati, e se ancora qualcosa di quello che conosco c'è ancora.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Vorrei dare a una bottiglia un testamento, e vederla allontanarsi sul mare, toccare l'imprevedibile e arrivare a voi, vivi o morti, sperando che mi tornerà indietro da vecchio, e allora forse sì potrei sorridervi.&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-7451389817621076442?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/01/for-absent-friends.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/Rb_ZqmoKysI/AAAAAAAAAAY/ZQTgk--fS4Q/s72-c/493-princess-and-the-swans.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-4577954346106450651</guid><pubDate>Wed, 10 Jan 2007 22:47:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-01-11T00:08:50.307+01:00</atom:updated><title>cLOUDDEAD</title><description>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RaVtM2oKyrI/AAAAAAAAAAM/OHG4Ub_ctJM/s1600-h/sleeve.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5018537427364137650" style="CURSOR: hand" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RaVtM2oKyrI/AAAAAAAAAAM/OHG4Ub_ctJM/s400/sleeve.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ecco il momento. Le pupille si aprono, vogliono trovare un muro di colore, una nuvola. Ma non so parlare del primo disco dei cLOUDDEAD. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Era il 2001, e lo scenario hip-hop un punto fermo, spazzato per sempre.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;L'opera è composta da quasi 74 minuti di musica discontinua, rapsodica, ciclica ed estenuante. Sei &lt;em&gt;suite&lt;/em&gt; divise ciascuna in due movimenti, ma solo per modo di dire: i cambi di registro sono tanti e tali da relegare questa definizione al novero dei sopravanzi.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Dentro: i Pere Ubu? I Residents? I Throbbing Gristle? Così hanno scritto, e io non me ne interesso.&lt;/span&gt; &lt;div&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Così come non so definire &lt;em&gt;Third&lt;/em&gt; dei Soft Machine, che è stato sempre scritto in me, ora non trovo alcuna espressione per capire qual'è il filo reale e mensurabile che mi leghi a questa psichedelia ondivaga e disturbata. Quella copertina è così lontana...&lt;/span&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Ecco che ho scritto qualcosa dell'album, e subito torna l'ottundimento, e soprattutto la dipendenza. Degli oggetti dalle sensazioni e viceversa. Come scrollarsi di dosso 30 anni di cascami e lasciarsi toccare di sfuggita? Perché non si vuole essere centrati stavolta, si vuole essere sfiorati. Perché è quello il contatto più struggente.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;cLOUDDEAD, 2001&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-4577954346106450651?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2007/01/clouddead.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_5cECVGZd-t0/RaVtM2oKyrI/AAAAAAAAAAM/OHG4Ub_ctJM/s72-c/sleeve.jpg' height='72' width='72'/><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>3</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-116526528877142618</guid><pubDate>Mon, 04 Dec 2006 20:07:00 +0000</pubDate><atom:updated>2007-02-04T22:18:37.061+01:00</atom:updated><title>1984</title><description>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1932/1190/1600/142262/dusk2.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1932/1190/400/823893/dusk2.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;"Un'azione che rimane senza effetto non rimane senza significato. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Se si ama qualcuno, lo si ama, e quando non c'è rimasto più niente da dargli gli si continua a dare l'amore.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Quando l'ultimo pezzo di cioccolata era andato, la madre aveva stretto la bambina tra le braccia.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Non serviva a niente, non cambiava niente, non è che facesse comparire più cioccolato, non riusciva a rimandare o ad allontanare la morte della bambina, o anche la morte di lei stessa: ma le sembrava, comunque, naturale fare quel gesto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;La donna sfollata, nella scialuppa, aveva anch'essa coperto il suo bambino con le braccia, che non sarebbero servite, contro le pallottole, più d'un pezzo di carta"&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Per la "dignity of labour", contro tutto e tutti.. dopo tutto.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Io non ho risposte (non chiederci la parola che squadri da ogni lato). So solo ciò che NON sono, ciò che NON voglio.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Sono allergico alla mondanità. E' quello che cerco di dire. Tutte le tragedie, anche quelle più umane e globali, mi sembrano tragedie personali.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;E vorrei meno rumore. Ho scelto il periodo dell'anno più sbagliato, forse, per questa voglia di purezza.&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;George Orwell, 1948&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-116526528877142618?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2006/12/1984.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>1</thr:total></item><item><guid isPermaLink='false'>tag:blogger.com,1999:blog-13511876.post-116436085405581390</guid><pubDate>Fri, 24 Nov 2006 09:12:00 +0000</pubDate><atom:updated>2006-11-24T10:36:47.606+01:00</atom:updated><title>Parabola</title><description>&lt;a href="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1932/1190/1600/91348/parabola.jpg"&gt;&lt;img style="CURSOR: hand" alt="" src="http://photos1.blogger.com/x/blogger/1932/1190/400/595249/parabola.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:trebuchet ms;"&gt;Primo disco di Vecchioni.&lt;br /&gt;Il peggio arrangiato, dicono. E invece il basso “appiccicoso”, il piano stonato e filtrato, le tastiere approssimative, il coro registrato male, sono punti di forza di un lavoro amaro e patetico.&lt;br /&gt;Guardare i testi per credere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lui se n’è andato:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;poteva almeno andarsene in un giorno di sole&lt;br /&gt;poteva far rumore come sempre&lt;br /&gt;poteva non lasciare solo a me le sue paure&lt;br /&gt;poteva dirmi col dolore ho chiuso questa sera&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Povero ragazzo:&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;…tu che in questo istante starai pensando a lei&lt;br /&gt;starai dicendo:"Come dorme bene!"&lt;br /&gt;povero ragazzo! e a lei neppure passi per la mente&lt;br /&gt;mentre grida t'amo&lt;br /&gt;qui, fra le mie mani,&lt;br /&gt;le stelle che le bruciano negli occhi&lt;br /&gt;le braccia strette forte sul mio cuore&lt;br /&gt;per non pensarti, non pensarti più&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure quel patetismo è genuino, funziona, e la convinzione del cantautore consente all’ascoltatore di perdonargli il narcisismo e la tautologia.&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Luci a San Siro&lt;/em&gt; a parte, le idee si sprecano, e c’è un senso musicale morboso, avvolgente, che trova la sua apoteosi negli ultimi due pezzi: la &lt;em&gt;title-track&lt;/em&gt;, con un cantato puntuto e istrionico, e soprattutto la perla del disco: una canzoncina chiamata &lt;em&gt;Speranza&lt;/em&gt;.&lt;br /&gt;Un’intro gelida al suono del piano trattato e del violino, che è breve zoomata su una scena in un interno, prelude al dramma di quanto sta per aversi. La strofa comincia, è disciolta nel basso e nella tastiera rarefatta, e quando cresce lo fa in modo sinuoso e trascinato.&lt;br /&gt;Il pre-ritornello si apre al patetico che si diceva, e stende un acquerello sentimentale. Poi però arriva il ritornello, tutto in accordi maggiori, ripetitivo e secco, a spezzare il fiato. Il piano giocattolo impazzisce, va sui toni altissimi e disegna pattern infantili, il basso si alza di un’ottava e cambia espressione, tutto diventa un teatrino assurdo, la voce e i cori si alterano e ripetono in cadenza. È un &lt;em&gt;aprosdoketon&lt;/em&gt; improvviso e macabro, e non fa che smentire quello che dice. È il fascino della negazione intrinseca. Dire una cosa e negarla nel contempo.&lt;br /&gt;Il disco si chiude dunque così, con un messaggio di speranza che è quella dei disperati. Il testo è bellissimo:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche se nella vita voltandomi un mattino&lt;br /&gt;io non ti troverò accanto&lt;br /&gt;a me basta soltanto la tua felicità&lt;br /&gt;Lo conosco il tuo dolore&lt;br /&gt;credevi che oltre il monte ci fosse un giardino&lt;br /&gt;e invece hai trovato soltanto&lt;br /&gt;il fango di una città&lt;br /&gt;Io non posso giurarti che questo amore ti salverà&lt;br /&gt;e non posso aspettarmi che la ferita si chiuderà&lt;br /&gt;A me basta darti speranza,&lt;br /&gt;ma mi basta darti speranza,&lt;br /&gt;ma mi basta darti speranza,&lt;br /&gt;tu devi vivere!&lt;br /&gt;Nessuno ti ricorda&lt;br /&gt;a nessuno tu manchi&lt;br /&gt;quel ragazzo non può tornare&lt;br /&gt;e per questo soltanto&lt;br /&gt;vorresti finirla lì&lt;br /&gt;Ma guarda che la vita non è la prima porta&lt;br /&gt;aperta in fretta senza bussare&lt;br /&gt;è il balcone più grande&lt;br /&gt;che guarda sul mare&lt;br /&gt;Io non posso giurarti che questo amore ti salverà&lt;br /&gt;ma mi basta darti speranza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Insomma, un’opera datata, per fortuna, marrone e fosca come la copertina, primo amaro vagito di un poeta che, come accade a tutti coloro che invecchiano nell’arte, passerà attraverso dischi belli e forti (“&lt;em&gt;Ipertensione&lt;/em&gt;” ed “&lt;em&gt;Elisir&lt;/em&gt;” su tutti) e si annacquerà presto nell’autobiografismo e in un senso dell’eros estenuato e pedante (come è giusto che sia per un anziano); un cammino coerente forse, ma triste. &lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;"&gt;&lt;/span&gt;&lt;br /&gt;&lt;span style="font-family:Trebuchet MS;font-size:85%;"&gt;&lt;em&gt;R.Vecchioni, 1971&lt;/em&gt;&lt;/span&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/13511876-116436085405581390?l=minimalcompact.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</description><link>http://minimalcompact.blogspot.com/2006/11/parabola.html</link><author>noreply@blogger.com (marco)</author><thr:total xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'>4</thr:total></item></channel></rss>