27.11.09

Il sole








Lezione di psicanalisi. No, niente domande, testo libero. Ditemi l’immagine più spaventosa che possiate immaginare.
Il sole.
Il sole brucia, se te lo mangi.
Il sole nelle immagini antiche ha gli occhi, ma ha l’espressione indifferente. Lo si dipinge in giallo, ma non lo è. È enorme, e potente. Da lui dipende la vita sulla terra. Ho paura di lui.
Quattro lettere, in inglese e in spagnolo tre. Concetto base, tributo ovvio alla nostra dipendenza.
Non puoi guardare il sole, o rimani cieco.
Insolazione. Si può anche morire.
È una palla di fuoco, le bestie hanno paura del fuoco, e se mi cadesse addosso un suo pezzo microscopico?
Semele chiese a Giove di mostrarsi a lei in tutta la sua potenza, e Giove la incenerì con il suo fulgore.
Al sole si dovrebbe stare tranquilli, ma la tigre al sole è micidiale.
Il sole è depressivo.
Il sole bambino, paffuto… odio il sole! Il Sole. La vittoria, l’elemento maschile (ma perché?), la forza. Come se non ci fossero già troppe icone.
Corpo celeste incandescente, pericoloso.
Ustioni.
Orribile sole, sole nero, sole malato, sole radioattivo.
Il mondo sta tranquillo finché c’è il sole, i bambini giocano al sole. Il sole su un prato, magari tangente e inclinato fa brillare i verdi e i gialli. Ma io sono stato abbandonato al sole.
Ragazzi qui si va fuori tema.
Ditemi l’immagine più spaventosa che vi viene in mente.
Il sole!
Al sole associo un colpo di gong assordante. Sì, assordante, come lui è accecante e bollente, anche il suono mi uccide.
Sogno un sole enorme, che copre tutto l’orizzonte. Di notte la terra si è avvicinata troppo, e ora non si sa più dove guardare, il sole è dappertutto.
Icaro e le ali di cera.
Lucifero che cade dal sole verso la terra nera, e poi giù, a sassata.
Maledetti dal sole. Quanti ce ne sono?
Il sole è misterioso come tutto il resto, ma è tutto nascosto nella sua faccia chiara. Non ha lati oscuri fuori di sé. È un oggetto macabro ma luminoso, dunque subdolo.
Normale avere paura del sole.
La luce del sole non cambia i lineamenti del diavolo.

18.11.09

Never For Ever


Mai e per sempre, due categorie infantili subito smorzate dalla neomediocrità (quella dell'ergonomia, della pseudo-maturità, del progressismo-puah, della nuova società), a volte tornano nei cervelli sensibili.
Perché, nonostante da sempre tutti ci costringano a pensare che la verità sta nel mezzo ecc. ecc., mai e per sempre sono invece due categorie concretissime seppur estreme.
La termodinamica li esclude quasi sempre, ma nella vita (che è altro, benché possa essere spiegata dalla termodinamica nei suoi tratti decisivi) esistono.
Che importa se poi l'obiettività deve metterci per forza un 'quasi' davanti. Domani cambieranno anche gli avverbi, sicuramente; questo universo sta irrancidendo, man mano che invecchia. Ma il messaggio resta: mai e per sempre esistono.
Si diceva però che sono categorie 'infantili' (combini tanti guai, non smetti proprio mai - canto sempre una canzone - C. D'Avena), e questa è una semplificazione. Non deve fuorviare la presenza del nuovo nel discorso. I bambini infatti, che del nuovo sono l'incarnazione più evidente, non sono mai tanto innocenti da assurgere a indicatori di processo. Non possono essere depositari della fiducia cieca nel mai e per sempre. I bambini, e che Mediaset non se la prenda, sono mostruose deiezioni consapevoli di adulti ipocriti, e il loro uso di mai e per sempre è solo un riflesso furbastro. I bambini non ci credono davvero a mai e per sempre. Sono gli adulti che si vergognano ad ammettere che ci credono (ma perché, se esistono?), dunque lo fanno dire alla D'Avena per i loro pargoli ottusi.
Adulti, basta con le disonestà: recuperate l'innocenza, e anziché generare figli orribili per aggiornare un corredo genetico difettato, aggiornate il vocabolario, e magari anche l'arredamento, l'abbigliamento, il parco macchine o i cellulari. Così la vostra ansia di infettare farà danno solo nel vostro salotto o nelle vostre tasche.
Voi non usate mai e per sempre per paura di invecchiare. Ma non temete, il vecchio sceglie bene i giovani da rovinare. Voi non siete sue vittime: sarete sempre giovani o giovanili senza dover necessariamente rinnovare la specie.
Già, lo sarete sempre.

Picture me and then you start watching,
Watching forever, forever,
Watching love grow, forever,
Letting me know, forever.

New Order, Ceremony - 1981