2.9.07

Mezzo sonetto e versi sciolti per il tilacino


O tilacin similpelle zebrato
prendo coscienza del tuo divenire,
oltre che sfondo di quadro sfumato,
simbolo atro del chiaro finire.

Tilacino sedato in un’illustre immagine mortale,
non il corvo nevermore,
non l’upupa di Montale,
non il sofisma di Sophomore
o il furetto poco furbetto tuo pari nel paradiso reietto
e nell’andiriandi del feretro eretto.
Assurto a morte assurda e spiccata
come l’odore ignoto del vello macondo
quasi scorsoio e pietrificato,
io ti classifico come una foglia d’autunno
tra le cose tra me e te cadute.
Quando, ammazzato un rivale,
andasti a veder dalla rupe
il rosso scolore sui contorni dei fili
io avrei fermato il mondo proprio lì su di te.
Invece vivo.

4 commenti:

Federica ha detto...

Ma Marco, è bellissima!!!!
evviva il tilacino!!

S. ha detto...

Mah. Potevi essere Fosco Maraini e invece sei Marco? :-)

S.

Anonimo ha detto...

Ma tu non sei di questo pianeta!!! :-)
Con affetto Estef

Anonimo ha detto...

Bellissima, ma non disperare, ci sono ancora, non sono riusciti a sterminarli tutti. E' solo questione di tempo, ce la faranno a trovare la prova