9.5.08


Forse un mattino andando in un'aria di vetro,
arida, rivolgendomi, vedrò compirsi il miracolo:
il nulla alle mie spalle, il vuoto dietro
di me, con un terrore di ubriaco.

Poi come s'uno schermo, s'accamperanno di gitto
alberi case colli per l'inganno consueto.
Ma sarà troppo tardi; ed io me n'andrò zitto
tra gli uomini che non si voltano, col mio segreto.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Che belle parole,
ho cercato di decifrarle...ci sono riuscito? Boh?
Ciao Stefano

daria ha detto...

ciao marco.
spero non sia grave.
mi auguro tu stia bene.
mi manchi sempre. non c'è niente da fare.
un abbraccio.
d*

Anonimo ha detto...

Ehi ehi ehi!!!!! Ma dove sei?? E' così bello leggere quello che scrivi...Fai qualcosa,
ciao Stefano